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Implantologia

Miglioramento della qualità di vita

La perdita di uno o più denti è un fenomeno che prima o poi riguarda tutti, ma non sempre ci si preoccupa delle conseguenze che tale situazione può comportare. Gli effetti che si producono vanno al di là di quanto comunemente si possa pensare ed è pertanto di fondamentale importanza intervenire quanto prima per evitare che questi possano manifestarsi e produrre danni al cavo orale e all’organismo.

Quello che in pratica la perdita di denti causa è una specie di effetto domino cioè una catena di conseguenze collegate une alle altre.

Quando si perdono uno o più elementi dentali lo spazio o gli spazi rimasti vuoti diventano oggetto di migrazione da parte dei denti adiacenti creando uno spostamento dell’arcata dentaria con alcune conseguenze:

  • lo spazio che si produce tra i denti causa accumulo di residui di cibo;
  • lo spostamento dell’arcata fa sì che l’occlusione si alteri producendo una ridotta capacità masticatoria, con conseguenze per l’apparato gastro-intestinale;
  • danni all’articolazione temporo-mandibolare;
  • movimenti dei denti antagonisti e limitrofi;
  • riassorbimento osseo con conseguenti retrazioni gengivali;
  • impatto estetico negativo.

Appare così evidente quale sia l’importanza di sostituire gli elementi mancanti al fine di mantenere inalterato l’equilibrio del sistema masticatorio.

Attualmente il metodo più sicuro e conservatore al quale il paziente può ricorrere è l’implantologia per la sostituzione di un singolo dente, più denti oppure per sostituire una intera arcata.

L’implantologia orale è quella branca dell’odontoiatria che si occupa di sostituire i denti mancanti, ricostruendo il patrimonio dentale perduto in modo pressoché analogo a quello naturale senza più ricorrere a fastidiose per quanto sofisticate protesi rimovibili (cosiddette protesi mobili conosciute come dentiere o scheletrati) o a protesi fissate ai denti prossimi a quelli perduti con parziale demolizione di questi ultimi ad uso di pilastri (i cosiddetti ponti).
L'impianto dentale è una vite in titanio, viene inserita nelle ossa mascellari, funzionando quindi da pilastro per sorreggere successivamente la corona protesica.
Il titanio è il materiale utilizzato, in quanto non provoca nell' organismo reazioni da corpo estraneo ma anzi stabilisce con l'osso una connessione diretta, che é alla base dell'osteointegrazione, cioé un legame naturale col tessuto osseo.

Occorre ricordare che l’utilizzo della soluzione implantare permette di conservare integri i denti naturali adiacenti allo spazio da colmare in quanto la protesizzazione degli impianti non coinvolge se non di rado anche i denti naturali.

Le nuove tecnologie implantari, le avanzate tecniche chirurgiche e il miglioramento delle indagini pre-operatorie hanno permesso negli ultimi tempi di ampliare il numero dei pazienti in grado di ricevere trattamenti implantari.

Restano delle controindicazioni relative a malattie specifiche quali tumori, problematiche epatiche, cardiovascolari, trapianti o disturbi psicologici e psicosi quando queste malattie si presentano a gravi livelli.

Ci sono infatti stati clinici di queste malattie compatibili con il trattamento implantare, che hanno solo bisogno di un'attenzione e sicuramente di una maggiore esperienza.

Non esiste un limite di età in "alto", ovvero è possibile trattare con successo pazienti in età avanzata per esempio che hanno superato gli ottanta anni.

Al contrario esiste un limite "in basso" poiché non è possibile trattare pazienti in giovane età che non abbiano completato la crescita scheletrica. Tale limite di età è valutabile intorno ai 18 anni per le femmine ed intorno ai 19-20 per i maschi.

Una volta completata la parte protesica fissa su impianti, il paziente esegue il successivo controllo dopo un tempo piuttosto breve, circa 2-3 mesi per una seduta di igiene orale e perimplantare, requisito necessario per la durata e la salute degli impianti.

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