dentista
  • dentista

    Il tuo benessere dipende anche da noi

  • dentista

    Il tuo sorriso comincia da qui

  • dentista

    Chi sa ridere è padrone del mondo

  • dentista

    Denti fissi in poche ore

  • dentista

    Fieri di farvi sorridere

Odontoiatria ed estetica

Odontoiatria ed estetica

L’aumento dell’età media della popolazione e la prospettiva di una migliore qualità di vita, soprattutto nei paesi industrializzati, spingono gli odontoiatri alla ricerca di soluzioni riabilitative sempre più raffinate e complesse. Nella società odierna, il ruolo delle relazioni sociali acquista sempre di più maggiore importanza, ciò determina una crescente richiesta allo specialista di terapie riabilitative che consentano di raggiungere un ottimo risultato estetico con maggior risparmio di tempo. La riabilitazione estetica e funzionale delle arcate dentali può essere effettuata con l’applicazione di moderne tecniche esecutive e sofisticati materiali tra le quali l’uso di impianti osteointegrati e faccette estetiche che ormai sono divenute una pratica molto diffusa, con risultati a lungo termine molto favorevoli.

Le faccette in porcellana, sono delle sottili lamine in ceramica che vengono cementate sulla superficie esterna (labiale) dei denti anteriori. La preparazione è estremamente conservativa e si mantiene a livello della porzione più superficiale del dente, lo smalto, lo spessore medio si aggira intorno ai 0.5-0.7 mm consentendo il raggiungimento di un notevole risultato estetico.

Le faccette sono consigliate quando si rende necessaria la ricostruzione di elementi dentari malformati, fratturati,in quanto forniscono un rinforzo della struttura dentaria residua, per colmare spazi eccessivi tra i denti (diastemi),o per ricoprire denti discromici qualora il trattamento sbiancante sia risultato poco efficace.

Altra importante branca in cui l’odontoiatria ha visto negli ultimi anni grandi progressi è sicuramente l’implantologia. Tramite questa è possibile sostituire uno o più denti naturali con altrettanti artificiali. Più precisamente, consente di sostituire le radici naturali con corrispettive sintetiche, riproducendo quindi in maniera estremamente fedele la fisiologia del dente naturale. A questa radice viene fissato l’elemento esterno, detto corona, cioè il dente vero e proprio. In base alle specifiche esigenze, con l’implantologia si può sostituire il dente singolo, realizzare un ponte fisso, una protesi parziale o una protesi completa. Una caratteristica fondamentale dell’implantologia è costituita dal fatto che non va a coinvolgere, se non raramente, i denti naturali adiacenti, fattore rilevante che, diversamente da altre soluzioni protesiche, ne preserva la perfetta integrità.
La perdita di uno o più denti è un fenomeno frequente , non sempre ci si preoccupa delle conseguenze che tale situazione può comportare e di porvi i dovuti rimedi.
Quello che in pratica la perdita di denti causa è una specie di effetto domino, cioè una serie di conseguenze collegate le une alle altre. Con la perdita di uno o più denti, lo spazio o gli spazi rimasti vuoti diventano oggetto di “migrazione” degli elementi adiacenti, questi possono inclinarsi in tale spazio e comunque avviene un allargamento dell’arcata.. Essendo ancorato direttamente all’osso secondo un principio che segue quello della radice del dente naturale, l’impianto risulterà indipendente dai denti adiacenti, non producendo su di essi alcuna influenza negativa. Poi, in virtù del fatto che segue la stessa meccanica del dente naturale, presenterà una capacità masticatoria molto vicina a quella originaria, capacità che oltretutto nell’utilizzo di molti impianti può essere esplicata addirittura fin dal giorno stesso dell’intervento (il cosiddetto carico immediato). Altro vantaggio che l’impianto presenta rispetto al ponte è costituito dall’effetto benefico che si ottiene sull’ osso alveolare, cioè quello al quale è ancorata la radice del dente naturale. La perdita del dente, infatti, ne causa il cosiddetto riassorbimento, cioè una riduzione, che provoca conseguenze a livello di salute orale (come ad esempio retrazione gengivale). Questo avviene a causa di due fattori: la chiusura dello spazio prima occupato dal dente naturale; la perdita di carico, non essendo più coinvolto nel processo di masticazione, che ne causa un’atrofia. Tutto ciò con l’impianto dentale non avviene, in quanto la radice artificiale contribuisce tanto a mantenerne il volume, quanto a produrvi un carico masticatorio del tutto simile a quello del dente naturale, preservandone quindi la salute. L’impianto dentale è costituito da una struttura in materiale biocompatibile , quindi accolta e accettata dall’organismo, e osteointegrabile , che cioè va a formare un tutt’uno con l’osso alveolare che la ospita. Questi elementi costituiscono i presupposti che consentono agli impianti di poter durare molto a lungo. Alcuni studi parlano di una durata di oltre 20 anni ma è ormai accettato che un impianto posizionato con successo duri tutta la vita.

Può capitare di non essere soddisfatti del colore o della forma dei denti. Anche quando la natura ci ha offerto la possibilità di sfoggiare una bella chiostra di denti bianchi, il passare del tempo, nonostante le attenzioni, può avere agito negativamente su di loro, scurendoli o usurandoli o frastagliandone i margini.

Il ripristino dell'estetica del sorriso è un importante aspetto riabilitativo che tocca una funzione d'organo, quella psichica, spesso sottovalutata nella sua reale importanza.
Al giorno d'oggi tutti vorrebbero avere un bel sorriso, perché esso influisce nella percezione che si ha di se stessi, giocando di conseguenza un ruolo significativo nelle relazioni interpersonali. Quando una persona si sente e si vede bella interagisce positivamente con i familiari, con gli amici e con i colleghi di lavoro. Molti si rivolgono all'odontoiatra per prestazioni mirate a migliorare l'aspetto estetico della propria dentatura, informati sulle novità più recenti nel campo dell'odontoiatria.

Gli attuali progressi nell'odontoiatria estetica permettono di ridare un bel sorriso a chi lo ha perso a causa di denti macchiati, fratturati, affollati, mancanti o separati da larghi spazi.

Denti del giudizio

Indicazioni e terapie

TASSIELLO DR. STEFANO

Noi tutti siamo portati ad associare il dente del giudizio a terribili agonie. Ma è ciò che ci dobbiamo realmente aspettare? Sono sempre da eliminare?

In virtù della conformazione scheletrica degli individui di razza caucasica, i denti del giudizio sono sostanzialmente "in più". Le arcate dentarie di altre popolazioni, soprattutto africane, hanno spesso maggiore disponibilità di spazio per poter alloggiare correttamente anche il dente del giudizio. Quando lo spazio è assente allora possono verificarsi anche situazioni che portano allo sviluppo di patologie per le quali l’estrazione è spesso indicata.

In caso di mancanza di spazio è possibile che il dente del giudizio rimanga incluso, ossia che non compaia in arcata. Spesso nella sua inclusione assume una posizione orizzontale. L’inclusione del dente non è di per se stessa un problema per il quale si renda necessaria l’estrazione e un dente incluso può rimanere tale per tutta la vita. Diventa necessaria se si crea una continuità con l’ambiente orale, poiché, a questo punto, i batteri hanno una strada per colonizzare il dente sepolto. Questo fatto determina facilmente ascessi ripetuti che possono essere curati con antibiotici nella fase acuta, ma che per essere eradicati completamente costringono all’estrazione. In tal caso si parla di "pericoronarite" (ossia infiammazione dei tessuti intorno alla corona del dente) e con l’aggiunta della sintomatologia dolorosa, dell’edema, e del trisma si configura un quadro di "disodontiasi".

Un'altra causa di estrazione è il danno che il dente del giudizio può indurre nel dente che lo precede. Alcuni denti del giudizio, infatti, riescono a favorire processi cariosi, parodontali o riassorbimenti radicolari in virtù di un loro mal posizionamento.
L’estrazione può essere indicata anche per lesioni cariose importanti. Tali denti sono difficili da pulire e per questo sono più facilmente soggetti a carie. Anche il fatto che la loro eruzione sia spesso lenta, con lembi di gengiva mobile che li ricoprono parzialmente, favorisce l’annidamento di batteri cariogeni in zone non detergibili. Quando il dente del giudizio si caria è spesso difficile da curare correttamente e perciò talvolta viene eliminato.

Frequentemente i denti del giudizio superiori sono costretti ad assumere una posizione inclinata verso la guancia e, nei movimenti di lateralità, finiscono per determinare lesioni mucose. Anche questa è una evenienza per la quale si possa ricorrere all’estrazione. Altra causa di estrazione può essere un’interferenza con un trattamento di ortodonzia.

Se il dente del giudizio è posto correttamente in arcata e non determina problemi non va assolutamente tolto. E’ da considerarsi un dente come un altro.

In caso contrario, quando i denti sono completamente estrusi sono più semplici da eliminare rispetto agli inclusi. Nell’ambito degli inclusi i germi e i denti immaturi sono più semplici da estrarre rispetto a denti completamente formati. Anche l’età del paziente influisce: all’aumentare dell’età aumenta la difficoltà. La presenza di strutture anatomiche importanti in continuità con il dente può ulteriormente complicare l’estrazione. Fortunatamente le attuali procedure diagnostiche consentono di limitare al minimo i rischi connessi a questo intervento.

Pertanto, anche l’estrazione di elementi inclusi non determina necessariamente un post-operatorio così terribile come si è spesso portati a pensare, soprattutto se si seguono meticolosamente le indicazioni fornite dal proprio dentista di fiducia.

Ovviamente ogni terapia contempla delle complicanze, ma queste non debbono essere considerate una regola. Sicuramente il dentista di fiducia saprà dare le migliori informazioni in merito ad ogni singolo caso.

Share by: